La delega, amica o nemica?

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Come utilizzare il processo di delega in sessione di coaching

Un tema spesso ricorrente nelle sessioni di coaching con i liberi professionisti è la questione della delega, ovvero la difficoltà di questi ultimi ad affidare ad altri qualche incarico di responsabilità in propria vece. 

Va infatti distinta la delega cosiddetta “di responsabilità”, quella per intenderci nella quale alla persona delegata è lasciato un margine di spazio e di decisione, dalla cosiddetta delega “del fattorino” che altro non è che un comando autoritario nei confronti di qualcuno ad eseguire un compito operativo. Ecco, se parliamo di delega, naturalmente parliamo della prima.

Un libero professionista ha una capacità produttiva massima  di 8/10 ore al giorno entro le quali deve organizzare la sua agenda, erogare i suoi servizi , gestire le sue relazioni e trovare il tempo per farsi conoscere.  Tutto questo poi si aggiunge agli impegni familiari, spesso pressanti. 

Di fronte a tutte queste cose da fare ci sono due strade, accentrare tutto su di se e quindi decidere di lavorare solo sulle cose più importanti ( o remunerative ) oppure delegare alcune di queste attività ad uno o più collaboratori di fiducia. 

Chi più chi meno siamo tutti vittime del paradigma “ se lo faccio io , lo faccio prima e lo faccio meglio…” e così rimaniamo intrappolati nella nostra agenda che non è più uno strumento a nostra disposizione ma è lei che comanda la nostra vita. 

Lo spunto di riflessione che vorrei condividere con voi oggi è questo: se ci prendiamo un tempo per analizzare i nostri impegni forse scopriremo che c’è spazio per delegare qualcosa, il che fa bene non solo a noi ( anche in termini di salute ) ma anche nei confronti di alcune persone che vorremmo fare crescere.

Un bell’esempio di relazione win-win.